Uno spazio di ascolto accogliente e libero dal giudizio, per dare forma a ciò che senti e interrogare il senso di ciò che vivi.


Sono Emanuele Cornati, psicologo clinico a orientamento umanistico-esistenziale.Offro percorsi individuali di consulenza e sostegno psicologico per accompagnarti nei momenti di cambiamento, disorientamento o crisi, ma anche se desideri comprendere più a fondo chi sei, riconoscere le tue risorse e orientare con maggiore consapevolezza e autenticità il tuo cammino.Ricevo a San Fermo della Battaglia, in provincia di Como.

Emanuele Cornati, psicologo clinico a Como, in un ritratto professionale

Sic parvis magna: dagli atomi alla mente

Formazione accademica• Laurea di primo livello
Scienze e Tecnologie Biologiche
Università degli Studi dell’Insubria
• Laurea di primo livello
Filosofia e Scienze e Tecniche Psicologiche
Università degli Studi di Perugia
• Laurea di secondo livello
Psicologia Clinica e dei Legami Familiari
Università Cattolica del Sacro Cuore
Iscrizione all’AlboOrdine degli Psicologi della Lombardia
n. 32602

Ritratto in bianco e nero di Emanuele Cornati, psicologo clinico a Como

Il filo che attraversa il mio percorso di studi appartiene a una trama antica, la cui voce risuona con particolare chiarezza nelle parole del filosofo Giambattista Vico:

«...alzarono gli occhi ed avvertirono il cielo [...] e sì incominciarono a celebrare la naturale curiosità, ch'è figliuola dell'ignoranza e madre della scienza, la qual partorisce, nell'aprire che fa della mente dell'uomo, la meraviglia».tratto da Scienza Nuova, 1725

È proprio in questa “naturale curiosità” che riconosco il mio interesse per la vita e per l’intricata rete di elementi e processi attraverso cui essa si manifesta. Un interesse attraversato da quel senso di meraviglia che richiama il thauma aristotelico: uno stupore di fronte all’immensità della realtà, tanto affascinante quanto capace di suscitare una forma di timore reverenziale.La biologiaLo studio della biologia ha rivolto inizialmente il mio sguardo verso i processi microscopici che rendono possibile la vita, facendomi scoprire quella danza incessante di atomi, molecole e cellule che sostiene ogni istante della nostra esistenza, dispiegandosi in una coreografia sorprendentemente colorata e multiforme.Nel tempo, la naturale propensione verso le dinamiche esistenziali dell’essere umano ha deviato i miei interessi dalla scienza che cerca di ingrandire ciò che è immensamente piccolo verso quella che prova a “rimpicciolire”, o meglio, a condensare ciò che è immensamente grande: la mente umana.La psicologiaAvviandomi così allo studio della psicologia, mi ha colpito fin da subito soprattutto un aspetto: il suo tentativo di avvicinarsi a ciò che, dell’esperienza umana, non si lascia osservare direttamente: il mondo interiore, fatto di significati, tensioni e contraddizioni che prendono forma in ciò che pensiamo, sentiamo, diciamo o scegliamo di non dire.Mi affascina il tentativo di rendere comprensibile questa complessità senza ridurla, cercando piuttosto di interrogarne il senso all’interno della narrazione unica attraverso cui ciascuno dà forma e continuità alla propria esperienza. Una complessità che, più che essere semplificata, chiede di essere interrogata, ascoltata e compresa.Trovo particolarmente calzanti, a questo proposito, le parole del poeta Walt Whitman:

«Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini».tratto da Canto di Me Stesso, 1855

La filosofiaLo studio della filosofia infine mi ha permesso di approfondire le domande che accompagnano da sempre l’esperienza umana: il rapporto con sé stessi e con il mondo, la libertà e il limite, il tempo e la finitudine.Domande che sembrano affondare le proprie radici in quel sentito spirituale che accompagna l’essere umano fin dalle sue origini: una tensione verso il significato che, come un cordone ombelicale, ci tiene legati al cielo.

«I confini dell'anima, nel tuo andare, non potrai scoprirli, neppure se percorrerai tutte le strade. così profonda è l'espressione che le appartiene»Eraclito, frammento 45

Perché rivolgersi a uno psicologo?

Ancora oggi la scelta di rivolgersi a uno psicologo risente spesso di stereotipi profondamente radicati nel modo in cui siamo abituati a pensare la salute mentale.Per molto tempo, infatti, il supporto psicologico è stato associato quasi esclusivamente alla presenza di una sofferenza importante: da qui l’idea che dallo psicologo vada chi è “debole”, chi “non ce la fa” o, peggio ancora, chi è “malato”.

Le ragioni per rivolgersi a uno psicologo sono molto più ampie di quanto gli stereotipi suggeriscano.

Eccone alcuni esempi:

(function () { const carousel = document.getElementById("ec-carousel-motivi"); if (!carousel) return; const track = carousel.querySelector(".ec-carousel-track"); const cards = carousel.querySelectorAll(".ec-card"); const dots = carousel.querySelectorAll(".ec-dot"); const prev = carousel.querySelector(".ec-prev"); const next = carousel.querySelector(".ec-next"); let currentIndex = 0; function updateDots(index) { dots.forEach(function (dot, i) { dot.classList.toggle("active", i === index); }); } function goToSlide(index) { if (index < 0) index = cards.length - 1; if (index >= cards.length) index = 0; currentIndex = index; track.scrollTo({ left: track.clientWidth * index, behavior: "smooth" }); updateDots(index); } prev.addEventListener("click", function () { goToSlide(currentIndex - 1); }); next.addEventListener("click", function () { goToSlide(currentIndex + 1); }); dots.forEach(function (dot, index) { dot.addEventListener("click", function () { goToSlide(index); }); }); let ticking = false; track.addEventListener("scroll", function () { if (!ticking) { window.requestAnimationFrame(function () { if (track.clientWidth > 0) { const index = Math.round( track.scrollLeft / track.clientWidth ); if (index !== currentIndex) { currentIndex = index; updateDots(index); } } ticking = false; }); ticking = true; } }); updateDots(0); })();

Se ti riconosci in una o più di queste situazioni, ti propongo un incontro conoscitivo gratuito per parlarne e capire insieme se questo può essere il momento giusto per iniziare un percorso.

Alla ricerca di un significato

Pellegrino lungo un sentiero, immagine del cammino esistenziale e della ricerca di significato

Il lavoro psicologico, per come lo intendo, cerca di avvicinarsi al modo unico in cui una persona abita la propria esperienza. Un sintomo, una difficoltà o un momento di crisi possono essere descritti e spiegati, ma questo non significa ancora aver compreso che cosa rappresentino per chi li sta vivendo.Come suggerito dallo psichiatra Arnaldo Ballerini, si tratta di dirigere lo sguardo dalla dimensione diagnostica e psicopatologica verso quella esistenziale e, infine, esistentiva: il modo concreto, storico e irripetibile in cui una determinata persona vive la propria esistenza.

Da questa prospettiva, la questione del significato acquista un rilievo centrale. Viktor Frankl definisce volontà di significato quella tensione primaria dell’essere umano a ricercare un senso personale nelle circostanze concrete della vita, a orientarsi verso un “perché” capace di conferire direzione e valore alla propria esistenza.

Alcune forme di sofferenza possono allora essere comprese anche alla luce del rapporto che la persona intrattiene con il significato. Quando viene meno ogni riferimento a un senso possibile, può emergere quel vuoto esistenziale che Frankl descrive attraverso sentimenti di inutilità, noia e assenza di prospettive.Ognuno di noi porta con sé aspetti profondi e fragili della propria esperienza, spesso difficili da esprimere e talvolta persino da riconoscere, che aprono una finestra sul nostro universo più intimo e significativo. Compito dello psicologo è sostenere questo spazio vitale, perché la persona possa affacciarsi con fiducia sul proprio mondo interiore e portare alla luce parti di sé che chiedono di essere ascoltate, comprese e integrate.

La seduta psicologica può così diventare un luogo nel quale riaprire un rapporto vivo con ciò che per la persona ha valore: riconoscere ciò che della propria storia continua ad agire nel presente, chiarire ciò che continua ad avere significato ed esplorare nuove possibilità là dove l’esperienza sembrava essersi irrigidita.

Mi è particolarmente cara, in questo senso, la metafora del cammino. In questa immagine, l’essere umano è un pellegrino immerso in un paesaggio esistenziale irriducibilmente proprio: lo attraversa, vi lascia tracce e, nello stesso tempo, ne viene trasformato.Ogni cammino possiede una sua morfologia, plasmata dagli incontri, dalle perdite, dai legami, dai luoghi abitati e dalle condizioni che la vita consegna al pellegrino, influenzandone il passo, lo sguardo e gli orizzonti verso cui tende.

Conoscere il proprio cammino significa allora imparare progressivamente a leggerne la geografia: attraversarne le altezze e le profondità, riconoscere i terreni che sostengono il passo e quelli che lo rendono più incerto, distinguere ciò che lo appesantisce da ciò che continua a orientarlo.

Vi sono momenti che chiedono slancio e altri che richiedono una sosta, perché fermarsi può significare dare respiro al proprio cammino: sospendere per un momento l’urgenza di procedere, tornare a vedere il paesaggio in cui si è immersi e lasciare che lo sguardo si apra a nuove possibilità.Questo processo può favorire una progressiva integrazione, intesa come la possibilità di riconoscere la propria storia, le fragilità, le contraddizioni, i desideri e le risorse come parti costitutive della propria esperienza e della propria identità, tessendole progressivamente in un senso di sé più unitario, consapevole e libero.

«Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada, fino in fondo.»Sergio Bambarén

Dove mi trovi

Ricevo solo su appuntamento presso:Studio di Psicologia
Via per San Fermo 62, 22042
San Fermo della Battaglia (CO)

Per informazioni o per richiedere un incontro conoscitivo gratuito, puoi contattarmi attraverso uno dei canali qui sotto.

Oppure, se preferisci, contattami direttamente attraverso il seguente modulo:

* Per tutelare la tua privacy, è sufficiente indicare brevemente il motivo del tuo contatto;
gli eventuali approfondimenti potranno essere affrontati successivamente.